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Attività fisica e salute delle gengive: quale relazione?

2 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Massimo Rossi in abbigliamento sportivo all’aperto
Massimo Rossi all’aperto, in abbigliamento sportivo: un’immagine che richiama il rapporto tra attività fisica e salute generale.

Il rapporto tra attività fisica e salute delle gengive sta ricevendo una crescente attenzione, perché il movimento influenza alcuni aspetti generali dell’organismo che possono avere rilevanza anche per il parodonto. Quando pensiamo alla salute

gengivale, l’attenzione va soprattutto all’igiene orale, al controllo del biofilm, al fumo e alle visite periodiche. L’attività fisica non agisce direttamente sui denti e non può sostituire la prevenzione o le cure odontoiatriche, ma può contribuire a creare un contesto metabolico e infiammatorio più favorevole. La parodontite è una malattia infiammatoria cronica multifattoriale che interessa i tessuti di sostegno dei denti. Si sviluppa dall’interazione tra un biofilm microbico disbiotico e la risposta immunitaria dell’ospite. Su questo processo possono incidere fattori individuali e condizioni generali come il fumo, il diabete e le alterazioni metaboliche.. L’infiammazione che accompagna alcune malattie croniche non è uguale a quella acuta che compare, per esempio, in risposta a una ferita o a un’infezione. Può essere meno evidente ma persistere nel tempo, creando quella che viene definita infiammazione cronica di basso grado. L’eccesso di tessuto adiposo viscerale può contribuire a questo stato attraverso la produzione di adipochine e altri mediatori infiammatori. L’attività fisica regolare può intervenire su questo terreno biologico attraverso diversi meccanismi: migliora la sensibilità all’insulina, favorisce il controllo del metabolismo del glucosio e può contribuire a ridurre l’adiposità viscerale anche quando la perdita complessiva di peso è modesta. Durante la contrazione, inoltre, il muscolo produce molecole chiamate miochine, attraverso le quali comunica con il tessuto adiposo, il fegato e il sistema immunitario. La risposta a una singola sessione di esercizio può comprendere un aumento temporaneo di alcuni mediatori infiammatori; quando però l’attività viene ripetuta con regolarità e accompagnata da un recupero adeguato, gli adattamenti complessivi possono contribuire a una migliore regolazione della risposta infiammatoria. L’esercizio, quindi, non “spegne” l’infiammazione, ma può aiutare l’organismo a sviluppare una risposta più efficiente e proporzionata agli stimoli. Che cosa significa tutto questo per le gengive? Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2023 ha rilevato che le persone fisicamente attive presentavano complessivamente una minore frequenza e gravità della parodontite rispetto a quelle meno attive. Il risultato è interessante, ma deve essere interpretato con cautela. La maggior parte degli studi inclusi era di tipo osservazionale, i metodi utilizzati per misurare l’attività fisica e la salute parodontale erano differenti e l’eterogeneità tra gli studi era elevata. Inoltre, chi pratica attività fisica con regolarità può avere altre abitudini favorevoli: può fumare meno, seguire un’alimentazione più equilibrata, mantenere un peso più adeguato e dedicare maggiore attenzione alla prevenzione. Questi elementi rendono difficile stabilire quanto dell’associazione osservata dipenda direttamente dall’esercizio. Al momento, quindi, possiamo affermare che esiste un’associazione tra maggiore attività fisica e condizioni parodontali mediamente più favorevoli, ma non che il movimento prevenga o curi da solo la parodontite. Mancano studi clinici sufficientemente solidi per dimostrare un rapporto diretto di causa ed effetto e per indicare una particolare forma, intensità o durata dell’esercizio specificamente destinata alla salute gengivale. L’attività fisica deve essere considerata una componente di uno stile di vita favorevole alla salute generale, non una terapia parodontale. In presenza di sanguinamento gengivale persistente, gonfiore, recessioni, mobilità dentale o alito cattivo ricorrente, aumentare il movimento non risolve il problema: è necessaria una valutazione odontoiatrica. Allo stesso modo, nelle persone con una diagnosi di parodontite, l’attività fisica non sostituisce il controllo del biofilm, l’igiene orale domiciliare, la terapia professionale e il mantenimento periodico. Può però inserirsi in una visione più ampia della prevenzione, nella quale salute orale e salute generale non vengono considerate come realtà separate. Prendersi cura delle gengive significa quindi intervenire localmente, con misure appropriate, e prestare attenzione anche al contesto metabolico e allo stile di vita della persona. Per approfondire la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle malattie gengivali è possibile consultare la pagina dedicata alla parodontologia a Modena o contattare lo studio.

Le ricerche mostrano un’associazione tra attività fisica e condizioni parodontali mediamente più favorevoli, ma non dimostrano che il movimento possa prevenire o curare la parodontite.

No. L’attività fisica favorisce la salute generale, ma non sostituisce l’igiene orale, i controlli odontoiatrici, la terapia professionale e il mantenimento periodico.

Al momento non è stata individuata una particolare attività, intensità o durata specificamente efficace per le gengive. È consigliabile scegliere un esercizio adatto alle proprie condizioni generali.


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